Toscana, il PD vuole obbligare i bambini a vaccinarsi per andare a scuola: ma i Pediatri dicono no

Di Samuele Bartolini FIRENZE. A scuola sì, ma con la mascherina. Per i vaccini in ritardo ai giovani, e per l’avanzare della variante Delta. È più che un’ipotesi. Ieri 169 casi, giovedì 173 in Toscana. E giovedì per la prima volta da Pasqua è stato registrato un aumento dei ricoveri: sei in più di cui uno in terapia intensiva .

Da sabato scorso alle 15,30 di ieri sono 24.884 gli studenti tra i 12 e i 15 anni su 134mila circa che si sono prenotati sul portale della Regione per fare il vaccino. La campagna negli ambulatori dei pediatri a sostegno dei centri vaccinali partirà il 10 agosto.

È la Toscana che prepara il rientro degli studenti a scuola. La prima campanella suonerà il 15 settembre. E il vaccino è considerato come la via maestra per tornare in classe in sicurezza. Il segretario regionale di Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Valdo Flori, però è preoccupato: «Siamo già in ritardo. Avremmo dovuto cominciare la campagna vaccinale prima della fine dell’anno scolastico 2020-21».

Nessuna preoccupazione invece per il presidente della Regione, Eugenio Giani: «Non ci sono solo i pediatri. Con i centri vaccinali siamo in grado di tenere il ritmo di 30mila persone al giorno. Chiedo semmai ai genitori di convincere i ragazzi a fare il vaccino». Ma andiamo per gradi. In poco meno di una settimana sono quasi 2 su 10 gli studenti tra i 12 e i 15 anni che si sono prenotati sul portale della Regione per fare il vaccino Pfizer.

Un leggero aumento nel numero delle prenotazioni nelle prossime tre settimane e dal 9 agosto tutti i 134mila adolescenti in quella fascia d’età potrebbero aver fissato un appuntamento. Eppure Flori teme che non sarà possibile fare tutti i vaccini entro la prima campanella di scuola. Come mai? «Il 9 agosto è una data troppo in là per l’inizio della campagna vaccinale. Per avere una copertura sicura sarebbe dovuta cominciare prima della fine dell’anno scolastico 2020-2021. Vanno messe in conto le ferie delle famiglie, dei ragazzi e anche di noi pediatri. La nostra infatti è una libera professione. Ogni pediatra decide di fare la vacanza in maniera autonoma. Non è detto che ad agosto tenga aperto l’ambulatorio», dice Flori.

Non la pensa allo stesso modo Eugenio Giani. Il presidente della Regione invita a non preoccuparsi perché, a suo avviso, grazie al ritmo di 30mila vaccini al giorno che la Toscana è in grado di tenere con i centri vaccinali, ci sono i tempi per coprire gli studenti dai 12 ai 15 anni prima del rientro a scuola. Dice Giani: «La preoccupazione di Flori è priva di fondamento. I pediatri danno una mano per velocizzare la campagna vaccinale, ma la Toscana ha già una potenza da 30mila vaccini al giorno che permette di stare tranquilli per l’inizio della scuola. La mia preoccupazione semmai è quella che i genitori non siano così convinti di vaccinare i proprio figli. E da una parte li capisco visto che Pfizer (il vaccino scelto per i ragazzi, nda) agisce tramite l’Rna e può incidere sull’evoluzione in giovane età. I rischi però sono bassi. Mio figlio ha 14 anni e ha prenotato il vaccino».

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