Effetti collaterali: il vaccino della Pfizer sembra battere tutti ma in pochi ve lo dicono

Di Michele CrudeliniIn Italia si sta andando verso la sospensione dei vaccini Astrazeneca e Johnson & Johnons verso chi ha meno di 60 anni, a seguito di alcuni eventi avversi che hanno portato anche al decesso di giovani vaccinati con questi farmaci. Resta però il via libera per la vaccinazione dei giovani con le altre marche come Pfizer e Moderna.

Cosa dice la farmacovigilanza su Pfizer?

Su questi due farmaci, in particolare il Pfizer, e anche in base ai dati di farmacovigilanza forniti dall’AIFA restano comunque diversi dubbi rispetto al rapporto rischi e benefici per la somministrazione verso le fasce di età più giovani. Secondo l’ultimo rapporto di farmacovigilanza fornito dall’Agenzia Italiana del Farmaco e risalente allo scorso maggio, le reazioni avverse totali segnalate ammontavano a 56.110, su più di 18 milioni di dosi somministrate tra i vaccini PfizerModerna e Astrazeneca. E la stragrande maggioranza di queste segnalazioni, il 75%, è stata fatta da chi ha ricevuto il vaccino Pfizer e da chi aveva un’età compresa tra i 16 e i 59 anni. Esattamente la fascia di età e il prodotto che entreranno a contatto nelle prossime settimane.

Dati da rivedere al rialzo?

E il vaccino Pfizer in Italia mantiene anche il primato per quel che riguarda i decessi segnalati a seguito dell’inoculazione. Sono 150 i casi fatali segnalati all’AIFA relativi a Pfizer, contro i 39 di Moderna e i 34 di Astrazeneca. Purtroppo il rapporto AIFA non specifica però le fasce di età relative agli eventi fatali, limitandosi a riportare che 191 dei decessi segnalati sono relativi a pazienti con una o più patologie intercorrenti o pregresse. Ci sono inoltre da segnalare altri due aspetti.

Il primo è che la farmacovigilanza fatta dall’AIFA è quella cosiddetta passiva. In sostanza le segnalazioni sono rimesse al paziente che volontariamente dovrà rivolgersi al medico che, se ritiene opportuno, segnalerà poi il caso alle autorità competenti. Sorveglianza che quindi rischia di sottostimare il numero degli eventi avversi realmente verificatisi. Il secondo aspetto riguarda la data di pubblicazione del rapporto, che risale ad inizio maggio 2021, quando ancora le vaccinazioni non erano aperte per la fascia di popolazione più giovane. E anche in questo caso quindi i dati potrebbero essere stati stimati al ribasso.

Lo stop a Pfizer dalla Germania

E che sussistano dei dubbi sull’opportunità di somministrare il vaccino Pfizer alle fasce d’età più giovani lo pensano anche in Germania. Il Comitato consultivo sui vaccini tedesco, conosciuto con il nome di STIKOha infatti recentemente raccomandato che il farmaco Pfizer venisse somministrato solo a quei bambini ed adolescenti con malattie che aumentino il rischio di mortalità da Covid.

In tutti gli altri casi il vaccino Pfizer non dovrà più essere invece distribuito. Ad una conclusione analoga arriva anche un lavoro pubblicato recentemente sul British Medical Journal dai professori Bjornstad e Antia e dal ricercatore Lavine:”È difficile ora giustificare la vaccinazione contro il Sars Cov 2 per la maggior parte dei bambini nella maggioranza dei Paesi”. E nel lavoro non si fa distinzione tra i vari tipi di vaccino. I dati dell’Aifa, la decisione della Germania e alcune pubblicazioni scientifiche sembrano dirci che non è solo Astrazeneca il vaccino da mettere in discussione per i giovani, ma anche altre marche, come Pfizer, che finora sembra aver goduto di una stampa decisamente generosa.

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