Crisanti (stranamente) contro la vaccinazione dei bambini: “Se causasse la morte o danni a un bambino sarebbe inaccettabile”

“Se il vaccino causasse la morte o il danno di 1 bambino su 100 o 200mila non sarebbe giustificato. Noi dovremmo vaccinare 10 milioni di giovanissimi. Anche se fossero solo 150 casi, sarebbe inaccettabile vaccinarli. Tutto questo pone un problema etico di non facile soluzione: immunità gregge e tutela della salute dei piccoli”. Così Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova, in un’intervista al Fatto quotidiano.

Lo scienziato spiega che i bambini hanno scarsissime o nulle probabilità di sviluppare problemi rilevanti per via del Covid e che pertanto la vaccinazione dei giovanissimi servirebbe solo ad accelerare l’immunità di gregge. Intanto sono oltre un migliaio i sanitari che hanno aderito alla moratoria promossa dalle associazioni della Rete Sostenibilità e Salute, con la quale  si chiede di ripensare alla vaccinazione anti-Covid per i bambini. L’appello è stato firmato da medici e operatori sanitari impegnati in prima linea e fa seguito a quella dei 93 medici israeliani e a una seconda in Regno Unito.

“Chiediamo di non vaccinare i bambini – spiegano al Fatto i promotori delll’appello – per tre motivi: i bambini sono a rischio minimo di Covid, dai 18 anni in giù il rischio per i giovanissimi è irrilevante, come riferisce anche Franco Locatelli, il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Secondo motivo: il vaccino protegge dalla malattia chi lo riceve, e riduce ma non evita l’infezione e la possibilità di contagiare altri. Terzo motivo: i bambini non sono fonte di contagi-cluster significativi per gli adulti, è soprattutto vero l’inverso”.

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