Pressioni Esterne, Errori e Ritardi: il Disastro Ue sui Vaccini


C’erano altre strade, ma non sono mai state prese in considerazione. Si poteva agire prima, e soprattutto in modo migliore.

Magari stringendo accordi a “scatola chiusa” con le Big Pharma quando ancora i vaccini erano in fase di sperimentazione, proprio come hanno fatto Stati Uniti e Regno Unito.

Oppure, data l’acuta fase emergenziale, esplorando opzioni alternative in aggiunta alle case farmaceutiche occidentali. L’Unione europea non ha fatto niente di tutto questo. Anzi, ad oggi, a quasi quattro mesi esatti dall’inizio delle vaccinazioni nel continente, Bruxelles è rimasta arroccata sulle proprie posizioni.

La Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, e incaricata di gestire il piano vaccinale dell’Ue, è in completa balia degli eventi.

Non bastano un paio di frasi a effetto per cambiare una situazione iniziata male e proseguita – se possibile – peggio di quanto non immaginassero perfino i più accaniti oppositori dell’Europa.

 Rimasta vittima dei suoi stessi accordi stretti con le Big Pharma, probabilmente presa in giro da clausole più o meno beffarde, travolta da ritardi nelle consegne vaccinali messe nere su bianco – per non parlare dei tagli inaspettati e della carenza ormai cronica di dosi – l’Ue è stata travolta da mille polemiche...Continua su Articolo Originale...


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