L’ultima presa per i fondelli dell’Oms: “Chi ha la trombosi dopo la prima dose non deve fare la seconda”

Da Il Secolo d’Italia L’Organizzazione mondiale della Sanità continua a stupire. Con le sue acrobatiche, talvolta incomprensibili, linee guida in materia di vaccini. O per raccomandazioni decisamente banali e scontate. L’ultimo aggiornamento è una chicca. “Al momento non è noto se vi sia un rischio di trombosi con sindrome da trombocitopenia (Tts). Dopo la seconda dose del vaccino anti-Covid di AstraZeneca. In ogni caso le persone che hanno manifestato Tts dopo la prima dose non dovrebbero ricevere la seconda”.

L’ultima ‘geniale’ raccomandazione dell’Oms

Insomma chi ha una trombosi dopo la prima dose del vaccino anglo-svedese non deve fare la seconda, avvertono i soloni dell’Oms. La geniale raccomandazione viene, pensate un po’, dal gruppo strategico di esperti (Sage) per le vaccinazioni dell’Oms. In un aggiornamento delle linee guida sul vaccino dell’azienda anglo-svedese. Per un consiglio scontato, dettato dal buon senso, che anche un medico di famiglia sarebbe in grado di dare, si è scomodato il gotha dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

Dubbi e ipotesi sul rischio di eventi avversi

Che sembra brancolare nel buio. “A mano a mano che i dati di ulteriori studi saranno disponibili, permettendo una migliore comprensione della fisiopatologia della Tts e della sua relazione con il vaccino – aggiungono gli esperti – le raccomandazioni sulla vaccinazione verranno aggiornate, se opportuno”. Una relazione tra la somministrazione del vaccino ed episodi di trombosi è considerata ‘plausibile’. Ma per stimare con più dettagli il rischio – sottolineano gli esperti dell’Oms – servono i dati extra-Ue.

I dati dell’Ue sul rapporto tra vaccini e trombosi

“Una sindrome molto rara con trombosi associate a una bassa conta piastrinica (trombosi con sindrome da trombocitopenia, Tts) è stata segnalata da 4 a 20 giorni dopo la vaccinazione”, si legge nell’aggiornamento delle linee guida. “La maggior parte di questi casi sono stati segnalati dal Regno Unito e dall’Unione europea. C’è una notevole variazione geografica per quanto riguarda l’incidenza segnalata. Con pochissimi casi segnalati da Paesi non europei, nonostante l’ampio uso del vaccino in questi Paesi. Una stima del rischio” di Tts “al di fuori dall’Europa richiede un’ulteriore raccolta e analisi dei dati”. I dati del Regno Unito (al 31 marzo 2021) – si legge ancora  – suggeriscono che il rischio di Tts è di circa 4 casi per 1 milione di adulti vaccinati (1 caso ogni 250mila). Mentre nell’Ue il tasso è stimato di circa 1 caso su 100mila”.

Il rapporto benefici rischi è più alto negli anziani

Infine nuovi aggiornamenti sull’età. “Il rapporto tra benefici e rischi” del vaccino anti Covid di AstraZeneca è superiore nei gruppi di età più avanzata. Poiché il rischio di esiti gravi di Covid-19, inclusi eventi tromboembolici correlati all’infezione, aumenta con l’età”.

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