Io Apro, i Ristoratori Italiani non vogliono Elemosine. E qualcuno ha la Responsabilità della Crisi

 

 “Provate pure a credevi assolti, ma siete lo stesso coinvolti”Citando Fabrizio De Andrè riusciamo a trovare numerosi nessi con le proteste di “Io Apro” avvenute il 6 aprile in tutta Italia. Qualcuno dovrà, in ogni caso, prendersi la responsabilità di questa enorme crisi sociale, che rischia di scoppiare in una violenta guerra tra poveri.

“Io apro”: l‘esasperazione che avanza

La fame, l’esasperazione e il vedersi togliere, ad una certa età, la propria dignità, non riuscendo a mettere in tavola un pasto caldo per la propria famiglia ha spinto a protestare migliaia di lavoratori e imprenditori, in particolare del mondo della ristorazione. Le proteste sono andate avanti per ore e, anche in questi giorni, si sono viste molte manifestazioni nelle più grandi città italiane.

Il monito, continuo da parte degli autonomi di “Io Apro”, è quello di tornare a lavorare. Nessuno vuole l’elemosina promessa dal decreto, il lavoro è il miglior ristoro possibile in questo momento.

La folla è stata rinominata, da qualche esponente di sinistra, come “un covo di fascisti e negazionisti”. Il copione è sempre lo stesso: quando non ci si vuole assumere responsabilità si vira sull’offesa ideologica e discriminatoria...Continua su Articolo Originale...