L’Air Force Renzi ormai è diventato un rottame: milioni di euro buttati via. E le indagini arrivano a una svolta

Di Un velivolo acquistato a oltre 160 milioni di euro per compiere voli di Stato ma ormai ridotto a un rottame, parcheggiato nello scalo di Fiumicino distante dagli occhi dei curiosi e fermo dal lontano 2018 in totale abbandono. Stiamo parlando del famoso Air Force voluto dal governo Matteo Renzi. In sostanza nessuno lo vuole più, nemmeno venduto a pezzi: fino a oggi è risultato vano ogni tentativo di vendere parti dell’apparecchio. Non c’è nulla da fare. Nel frattempo l’aereo versa in condizioni tutt’altro che brillanti: come testimoniato dal servizio esclusivo di Natasha Farinelli per Fuori dal coro su Rete 4, ormai è scomparsa la tradizionale scritta “Repubblica italiana” e i motori sono stati coperti.

Nel 2016 l’ex presidente del Consiglio aveva deciso di comprare il Boeing da 300 posti, una comoda e ampia prima classe dove installare tutti i comfort del caso. “Questa è una prima classe, ma a Renzi non bastava e quindi aveva stanziato circa 20 milioni di euro per farci anche una camera da letto e un bagno per stare comodo. Questo è l’esempio dell’arroganza del potere che il 4 marzo è stato mandato a casa“, era stata la denuncia di Luigi Di Maio nel luglio del 2018.

L’inchiesta coordinata dal procuratore capo Andrea Vardar sembra prossima alla conclusione. Fonti vicine alla Procura danno come imminente la chiusura delle indagini. Addirittura, scrive La Verità, la conclusione potrebbe arrivare nel prossimo mese di aprile. Tra gli indagati, a cui viene contestata la truffa aggravata, vi sarebbero anche profili che non hanno avuto ruoli politici. All’Air Force non si è interessata solo la magistratura ordinaria, ma anche le toghe della Corte dei conti vogliono vederci chiaro. “Ci sono ancora delle cose da chiarire, che si chiariranno nelle prossime settimane. Dobbiamo stare molto attenti“, ha riferito una fonte che vuole restare anonima.

La relazione

A denunciare la vicenda nel 2018 era stato Gaetano Intrieri, all’epoca componente della struttura tecnica di missione del Ministero delle Infrastruttuere e dei Trasporti. Il docente universitario aveva rivelato che il velivolo sarebbe stato acquistato da Etihad al costo di 6,4 milioni di euro e poi dato in dato in leasing all’allora esecutivo Renzi a 168 milioni, un prezzo superiore di ben 26 volte rispetto al valore di mercato. Ma non è finito tutto qui: l’esperto di trasporto aereo aveva inoltre sottolineato il fatto che non fosse stato redatto nessun bando di gara per la compravendita e la successiva segretazione del contratto.

Un velivolo che, secondo la relazione tecnica di Intrieri, è ritenuto da tutti gli esperti del settore uno dei modelli che ha riscosso il minor consenso, tanto che l’Airbus ne produrrà solo 40“, ha fatto sapere la giornalista del programma condotto da Mario Giordano. Alitalia fungeva da intermediario tra Etihad e lo Stato italiano attraverso un contratto pubblico che veniva secretato? Intrieri aveva messo in luce che i contratti sarebbe stati 2: uno tra Alitalia ed Etihad; l’altro tra la stessa Alitalia e il Mistero della Difesa, il segretariato generale della Difesa ed Armaereo.

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