Effetto Draghi, sondaggi: in caduta libera PD, Italia Viva e M5S, a crescere solo il centrodestra

Con l’arrivo di Mario Draghi al governo cambiano parecchi equilibri. Una cosa però è certa: è il centrodestra ad avere la meglio rispetto alle forze politiche protagoniste nel Conte bis. A fare una “meta-analisi” dei sondaggi realizzati dai vari istituti è Affaritaliani. Qui si vede una drastica discesa per il Partito democratico che registra un -0,8 per cento (si ferma al 19,2) a favore della Lega. Il primo partito, quello guidato da Matteo Salvini, cresce infatti del +0,5 raggiungendo il 24 per cento. Brutte notizie per il Movimento 5 Stelle che si ferma al 14,5 (-0,3), registrando uno stacco senza precedenti rispetto a Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni si attesta al 16,2 (+0,1). Cresce anche Forza Italia che raggiunge l’8,1 (0,2).

L’arrivo dell’ex presidente della Bce non giova neppure a Italia Viva che scende al 3,1 (-0,20). Questo nonostante Matteo Renzi sia stato il fautore di questa crisi di governo. Ad avvertire PD, M5S e Leu su un soggetto unico ci pensa anche Antonio Noto che sul Quotidiano Nazionale spiega: “Si registra una flessione del consenso, cioè se correndo separatamente i 3 partiti totalizzano circa il 34-36%, scenderebbero al 30-32% se uniti in una unica lista“.

Stesso discorso per il centrodestra. O meglio, per la Lega e Forza Italia. “Attualmente il partito di Salvini ha un consenso che si aggira tra il 24-25% mentre quello di Berlusconi è tra il 6-7%. Tradotto in stime di voto, se oggi i due partiti in maniera separata raccolgono il 30-32%, se si creasse un unico soggetto politico questo avrebbe un potenziale del 26-28%, cioè totalizzerebbe circa il 4-5% in meno della somma del consenso attuale ai due partiti”

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